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Quando il lusso va a braccetto con la sostenibilità

di Sergio Ferraris

Focus vino
Non solo residui di agrumi, mais, caffè, kiwi e nocciole: ora anche le vinacce di uva entrano nel processo produttivo della carta sostituendo fino al 15% della cellulosa. Risultato? Una carta pregiata in grado di valorizzare il contenuto di sostenibilità di un prodotto nel suo complesso, packaging compreso. Anche nel settore del lusso.

Circolo su circolo. Si potrebbe chiamare così la nuova esperienza di up-cycling realizzata da Favini basata sull’utilizzo della vinaccia dopo il processo di distillazione per la produzione di carta: la nuova Crush Uva. Ma è una storia, come tutte quelle che riguardano l’economia circolare, che deve essere raccontata con ordine e che inizia tra i vigneti veneti, noti per vini “storici” come quelli del Pinot e del Merlot, nei dintorni di Bassano del Grappa. Già perché è qui che il nostro grappolo d’uva, bianco o nero che sia, inizia il suo lungo viaggio: dal filare della vite alla carta....

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Fonte: materia rinnovabile