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La nascita del rifiuto

di Guido Viale

Nelle culture preurbane il rifiuto era ontologicamente in continuità con l’uomo e il suo ambiente e quindi in grado di reinserirsi nei cicli biologici naturali. Ma l’avvento della società industriale ha cambiato radicalmente i termini del problema: oggi siamo alla ricerca di “spazi vuoti” dove scaricare tutto ciò che non possiamo più utilizzare. E, al tempo stesso, consideriamo la natura solo come “serbatoio” di risorse disponibili per la produzione.

La natura non produce rifiuti: l’evoluzione ha promosso una circolarità e una reciproca interdipendenza tra le diverse forme di vita che la caratterizzano tale per cui ciò che è residuo di un processo – o di ogni segmento di un processo – diventa alimento per altri processi successivi o paralleli. L’allontanamento dell’uomo da questa circolarità trofica non è stato un fatto improvviso né lineare...

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Fonte: materia rinnovabile