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Waste Italia Spa

SERVIZI & ATTIVITA'

Cosa prevede il modello Waste End*

La holding Gruppo Waste Italia (già Kinexia Spa), che è a capo di Waste Italia, ha redatto con la Fondazione Symbola, uno studio approfondito sulla gestione dei rifiuti verso una società a Rifiuti Zero dal titolo "Waste End. Economia circolare, nuova frontiera del made in Italy". Lo studio si propone di verificare la fattibilità, nell'arco temporale 2015-2020 di un sistema di gestione dei rifiuti nella logica dell’economia circolare con l’obiettivo di minimizzare i rifiuti prodotti, di recuperare risorse e massimizzare la filiera del riciclo, creando distretti industriali del riciclo, limitando gli impieghi energetici solo a conversioni energetiche CO2neutral e limitando il ricorso alla discarica alle sole frazioni trattate, non riciclabili o convertibili energeticamente. 

Modello wastend1

Il passaggio ad una gestione dei rifiuti in ottica di economia circolare attiva un circolo virtuoso mettendo a disposizione dell’economia nazionale oltre 10 milioni di tonnellate di materie seconde, generando nuova occupazione, contribuendo alla riduzione delle emissioni climalterantri e promuovendo le start-up.
In particolare, due sono gli strumenti necessari per facilitare la transizione a questo modello virtuoso:
nuovi schemi di responsabilità estesa dei produttori, in particolare per le frazioni dove occorre sviluppare nuove filie e di raccolta e riciclo (prodotti di arredo, tessili e pannolini);
tariffazione puntuale dei rifiuti, dove i cittadini e le imprese pagano in funzione dei rifiuti (indifferenziati) che producono, per rendere più equi e trasparenti i costi del servizio e incentivare sia la prevenzione che il riciclo

Come cambia il ciclo di gestione dei rifiuti**

  • Recupero di risorse +

    Il recupero di materia nei processi industriali passa dall'attuale 23% dei rifiuti al 42%, il recupero per usi agronomici passa dal 13% al 30% e il recupero per usi energetici passa dal 17% attuale al 14% (di cui oltre la metà in cementifici e per produzione di biocarburanti). La dissipazione a discarica scende dal 38% attuale al 12% dei rifiuti prodotti.
  • Meno fabbisogno di impianti di smaltimento +

    Il numero di impianti di smaltimento del rifiuto residuo scende drasticamente per il solo effetto della minor quantità di rifiuti da trattare e può ridursi anche più drasticamente con un processo di efficientamento. I fabbisogni di trattamento meccanico-biologico più che dimezzano rispetto ad oggi, il fabbisogno di incenerimento si può ridurre del 60%, mentre possono crescere usi energetici alternativi (ad es. produzione di biocarburanti). Soprattutto si porta a circa il 10% il fabbisogno – comunque ineliminabile – di discarica, riservata solo a materiali stabilizzati e residuali del recupero
  • Creazione di valore senza aumento del costo dei servizi +

    Il valore della produzione del ciclo di gestione dei rifiuti e di riciclo industriale, cresce (in primis per effetto del recupero di risorse con un valore di mercato, +4,5 mld €) da 14 miliardi a 18,6 miliardi. Questo incremento non si traduce in un incremento del costo dei servizi di gestione dei rifiuti, perchè la crescita attesa dei costi dei servizi di raccolta (+600 milioni, il 13%) e dei costi di preparazione al riciclo (+1 miliardo) è compensabile dalla riduzione dei costi di trattamento e smaltimento (-1,4 miliardi, il 50%) ed eventualmente dai ritorni della cessione delle materie seconde.
  • Creazione di nuova occupazione +

    L'occupazione nel solo ciclo di gestione dei rifiuti - esclusa l'industria manifatturiera di riciclo e il riutilizzo - cresce di 22.000 unità (+37%), per effetto di una forte crescita nei settori a più alta intensità di lavoro, in particolare nella raccolta (+17.000 unità) e preparazione al riciclo (+9.000), mentre si riduce l'occupazione nella gestione degli impianti di smaltimento (-3.800 unità). Inoltre, nel settore del riutilizzo si possono generare oltre 10.000 nuovi occupati. Aumenta anche l'occupazione, (gran parte occupazione sostitutiva), nell'industria manifatturiera di riciclo (+11.000 unità).
  • Creazione di qualità ambientale +

    Per effetto del riciclo e del riuso e con una gestione più efficiente della quota residua a recupero energetico, il nuovo sistema di gestione dei rifiuti può consentire di evitare emissioni climalteranti per quasi 19 milioni di tonnellate di CO2, più del 4% delle emissioni nazionali
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* Fonte: Rapporto Waste End
** Fonte: Duccio Bianchi per Fondazione Symbola